Giappone in family.

Febbraio 2026.

Torno in Giappone per la seconda volta, complice un invito importante a cui non posso proprio rinunciare.

Il Viaggio si preannuncia perfetto sia come itinerario sia come partecipanti, dal momento che vi saranno anche i miei famigliari: Matilde e Michele.

Volo Air Nippon diretto andata,12 ore e ritorno 15.

Ripercorro nuovamente Tokyo.

Questa volta aggiungo la parte esterna del mercato del pesce di Tsukiji, un dedalo di vie interessantissimo in cui consumare splendide colazioni, a base di sushi, ramen, deliziosi spiedini e della famosa frittata anche “a stecco” chiamata tamagoyachi.

Il mercato interno, Toyosu, trasferitosi nel 2018, è un vero e proprio palcoscenico di aste di tonni a cui si può assistere da appositi corridoi o dall’alto, su prenotazione o a sorteggio.

Rivedo e rivivo volentieri i quartieri, ciascuno tipico: dalla cucina, all’elettronica, alla moda, e poi i templi e i parchi piu rappresentativi…Tokyo non delude mai!

Ne scopriamo di nuovi come quello di Azabudai Hills, inaugurato a fine 2023, che presenta un’architettura ondulata e giardini curatissimi; costruzioni all’avanguardia che uniscono natura e tutto ciò che riguarda la vita moderna: residenze, uffici, gallerie d’arte.

Si, è decisamente tutto molto affascinante e ...”sostenibile”.

Riconfermo l’impressione della prima volta: Tokyo mi piace, non è la mia città ideale ma almeno una volta nella vita va vista e vissuta.

Kanazawa, è invece il primo importante approccio storico, città di cultura e attività tipiche che risalgono al periodo feudale piu fiorente.

Qui Andrea, ci rende davvero felici organizzando la partecipazione a importanti corsi come quello del sushi, e della foglia d’oro, tecnica decorativa sorta intorno al 1500 con cui sono stati arricchiti tantissimi templi, primo fra tutti il Padiglione d’oro che anche in questa circostanza non delude!

Molto interessante anche quello del matcha, il te’ prestigioso ottenuto tramite una particolare tecnica.

Le foglie di selezionate piante di tè vengono raccolte, fatte essiccare e cotte al vapore; in questo modo si ottiene il Tencha, ovvero il tè verde che verrà macinato a pietra producendo la finissima polvere verde del Matcha originario della Cina ma diventato un vero e proprio simbolo di tradizione del Giappone dal XII secolo.

Ha trovato la sua massima espressione nelle cerimonie del te’ in luoghi volutamente semplici: la priorità deve riguardare il padrone di casa e l’ospite.

Vi è un vero e proprio rituale da seguire: la perfezione dei movimenti, la concentrazione, creano un clima di pace purezza rispetto e armonia.

È stato emozionante scegliere il kimono adatto, erano tutti davvero bellissimi! La pettinatura e l’accessorio più consono, per partecipare ad una cerimonia del te’, organizzata appositamente per noi.

Non mi soffermo sulle bellezze di Kanazawa, posso menzionare il giardino Kenrokuen e la cultura samurai; inoltre è la porta di ingresso per altri meravigliosi luoghi come Takayama, Shirakawago in cui si respira un’aria di altri tempi, si scivola lentamente nel passato: la visita di questo borgo fatto di case che rappresentano dei veri e propri capolavori di carpenteria, sono costruite senza chiodi, con ogni trave che si incastra perfettamente nella successiva.

Si visita in circa due ore ma da valutare la possibilità di soggiornare in una di queste antiche dimore che risalgono al 1700-1800; occorre una prenotazione molto anticipata ma ne varrà la pena! Soprattutto per coloro che desiderano rallentare.

Questa parte nel distretto di Gifu è un tuffo nel passato nel Giappone rurale più autentico, prima dell’era moderna.

Consiglio di visitare anche altre località limitrofe che conservano le medesime caratteristiche ma meno pubblicizzate, l’over tourism è oramai un problema anche per il Paese del Sol Levante!

Ma ciò che mai dimenticheremo è l’esperienza a Takaragawa Onsen: qui tutto sembra cristallizzato in un’epoca lontana in cui il ritmo del vivere segue il rumore incessante del fiume.

Il Ryokan ha viste meravigliose, gli onsen, 3 all’aperto, regalano un relax davvero immersivo in pace e bellezza.

Il periodo migliore è la primavera e l’autunno, ma devo dire che l’inverno regala emozioni meravigliose e anche un po’ inaspettate; i – 9 gradi sono stati ampliamente ripagati dai 47 gradi delle vasche…. nevicava e siamo tornati tutti bambini!

Il momento “più difficile”? A
ffrontare il breve sentiero che porta agli onsen, sotto un freddo non di poco conto, fiocchi di neve, con costumini ad hoc forniti dalla struttura… quanto ridere!

Poi tutti eleganti nei nostri abiti tradizionali scelti accuratamente all’arrivo in struttura, abbiamo goduto in un ambiente curato e caratteristico, di una cucina rigorosamente tipica e a km zero, buonissima; abbiamo dormito nelle camere tradizionali, semplici, nei comodi e caldi futon. 

L’altra tappa è Kyoto, che fu capitale per più di un migliaio di anni; di fatto è la culla di tutto ciò che di piu bello il Giappone abbia prodotto nel campo delle arti, della cultura, della religione e delle idee.

A Kyoto e nelle zone limitrofe, anche il viaggiatore più attento ed esigente può trovare tutto ciò che desidera. 

Anche la natura ci svela il suo lato più bello, come a ricordare che non solo nei mesi di marzo e aprile, gettonatissimi per vedere i famosissimi ciliegi o nel mese di novembre per assistere all’effetto meraviglioso del fenomeno del foliage, occorra venire…. siamo a febbraio e i colori dei paesaggi che circondano i meravigliosi templi, sono cosi caldi e belli…sì, siamo davvero fortunati!

Matilde è semplicemente ammaliata da questa città che offre davvero tutto: dalla cultura più antica, alla cucina più tradizionale, che si consuma nei ristoranti o nei pulitissimi mercati, lo street food qui è davvero di casa!  Agli usi e costumi affascinanti come quelli delle maiko che passeggiano per le strade di Gion… immancabile la possibilità di fare del valido shopping non necessariamente nei mall, ma per strada, in curatissimi negozi o nei mercati all’aperto.

Il Giappone ha queste diverse facce, noi abbiamo preferito quella più autentica meno sfacciata.  

Un Pase sempre più proiettato verso il futuro, le sue città grandi e modernissime per certi aspetti ricordano gli Stati Uniti più evoluti.

Infatti, non è un caso che sempre più giovani e adulti siano attratti da questo aspetto e dalla grande sicurezza che qui si respira.

Per capire un popolo occorre studiarne e capirne un po’ la storia; io, ripercorrendola, mi sono fatta una precisa e chiara idea.

Il vero valore aggiunto della destinazione sono i Giapponesi che combattono quotidianamente tra tradizione, si vede che desiderano salvaguardarla con tutte le loro forze, e il globalismo di importazione “made occidente “.

Isolati e in balia tra impero e shogunato, quando qui in quegli stessi periodi avevamo secoli fiorenti di ogni forma d’arte, tutt’oggi si dimostrano timidissimi, riservati, poco inclini a flessibilità e ad emozione che è sempre molto controllata.

Esiste una gerarchia di ruoli che va rispettatala con estremo rigore; un popolo obbediente alle istituzioni e che ha ben chiaro, a differenza nostra, di quale sia l’importanza del senso civico.

Tante le curiosità: questa volta la più sorprendente è l’imposizione dell’uso del contante in tanti esercizi commerciali, oppure nelle stazioni, ad esempio a coloro che non hanno un cellulare Iphone, costretti a comprare appunto in contanti la tessera su cui caricare i denari che mano mano si andranno ad esaurire nei diversi tragitti su bus e rotaia.

Non si mangia, non si fuma, non si fanno effusioni, per strada.

I water che garantiscono sempre relax e pulizia alla tua intimità.

Kanazawa, con il suo paesaggio bucolico innevato, presenta le strade pedonali non pulite, mi chiedo quanti incidenti possano avvenire! Mentre quelle su cui transitano le macchine sono più che linde..

Assurdo e poco rincuorante in un paese che fa della “civiltà” un po’ il suo baluardo.

Una gentilezza fuori dal comune, manifestata sempre, ma per cultura, non per cuore; se sei attento e non ti lasci prendere dai soliti luoghi comuni riportati da chi come noi, è abituato alla maleducazione più ostentata, la ravvedi e inizi a guardare a questo aspetto tanto osannato con maggiore obbiettività.

Tante le sfaccettature, un altro mondo il bel Giappone, sotto ogni aspetto, che vale la pena di scoprire e di apprezzare per diventare anche un po’ migliori noi, sotto il profilo del rispetto delle regole e dell’ambiente.

Riconfermo quanto scrissi nel 2018 e questo mio attuale resoconto non fa altro che integrarsi con esso

https://www.iviaggidianna.it/blog/giappone-2018-i-sogni-son-desideri

Rimane l’emozione di avere rivisto questo Paese con le persone a me più care e in compagnia del mio più importante e stimato fornitore, Andrea, che con questo speciale invito ci ha regalato momenti famigliari unici e indimenticabili…  
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Autore: Anna di Bona

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