MADAGASCAR: NOSY BE, NOSY IRANJA, NOSY KOMBA, NOSY TANIKELY, NOSY SAKATIA…

27 Novembre/15 Dicembre.

Il 27 Novembre finalmente si parte, a seguito di un invito tanto sperato e desiderato: la destinazione è il Madagascar, meta sempre più richiesta.

Arriviamo a Nosy Be dopo ca 10.30 h di volo, con la compagnia Meridiana.

L’aeromobile ha seggiolini spazosi, un discreto catering, un equipaggio gentile, un po’ si fa sentire la totale mancanza di intrattenimento, specie se si considerano i miei ultimi viaggi, effettuati con compagnie mediorientali.

Arrivati a destinazione, ci saluta un clima fortemente umido e un aeroporto piccolo, privo di aria condizionata e di un adeguato criterio organizzativo nella gestione dei moduli che generalmente vanno compilati.

Tutto ci parla di lentezza e non ci sorprendiamo della richiesta di una mancia per non farci aprire il bagaglio, scene già vissute in altri contesti africani.

Dopo ca 45 mn di trasferimento, raggiungiamo l’Eden Village Royal Beach, una bomboniera di servizio e qualità.

Le camere sono spaziose e confortevoli, io e Ilaria, la mia compagna di viaggio, occupiamo la stanza numero 116, per me ottimale sia come posizione sia come vista, vediamo il mare…

Con soli € 6 di supplemento, al giorno a testa, è possibile richiedere una camera deluxe, posizionata al pian terreno con accesso diretto alla piscina relax, luogo di pace, destinato a coloro che non desiderano essere disturbati dalle attività dell’animazione che comunque è discreta, e mai invadente.

Da valutare per i nuclei famigliari, le suite che presentano due ambienti separati, il supplemento rimane modico: solo € 20.00 a testa al giorno.

Una particolare nota di merito va alla cucina, davvero gustosa e varia e al personale sempre sorridente e disponibile.

Tutto il complesso si affaccia su una bella spiaggia che si presta a passeggiate, corse, io ho provato ma l’elevata temperatura mi ha messo subito ko; invece fin da subito non ci convince il punto mare, non scorgo i meravigliosi e spesso accesi colori dell’Oceano Indiano.

L’indomani con un gruppo di colleghi, partiamo alla volta di un primo assaggio delll’isola, l’escursione in quad si rivelerà uno degli highlights di questo soggiorno, la consiglio a tutti, solo da valutare con un po’ di attenzione e prudenza le capacità del guidatore, trattasi comunque di mezzi pesanti e il percorso è si tra i più interessanti che io abbia mai fatto, ma anche tra i più impegnativi...

Infatti non sono mancati episodi di puro divertimento, con me alla guida… la collega Natascia, ne ha viste di belle, compreso il quasi investimento di un povero malgascio accompagnato dal suo prezioso zebù e carretto!

Nosy Be ha dei collegamenti non semplici, solo tre strade la attraversano; noi ci addentriamo nella sua natura che non manca di sorprendermi, nelle sue diverse tonalità di verde acceso, nei suoi infiniti prati che ospitano di tanto in tano capre, zebù: i laghi fanno parte di questo paesaggio bucolico, ne possiede ben dodici, sono considerati sacri e noi ne apprezziamo da subito la bellezza di tre.

In questo tragitto fatto di risate, fango e palta, si intravedono la dignità e i sorrisi della popolazione malgascia, la tenerezza e l’educazione dei suoi Figli, che ti ringraziano addirittura con un inchino di fronte all’offerta di una caramella o di un biscotto.

Nel pomeriggio il lavoro ci attende con la visita del boutique hotel RAVETSANA, un autentico gioiello di grande charme.

Non gode nè di una bella spiaggia nè di un favorevole punto mare, ma ritengo che in certe occasioni ci si possa anche dimenticare di questi fattori, sia pur importanti: qui tutto parla di Africa, relax e romanticismo.

Ritengo possa essere un valido punto di appoggio di 2/3 notti dopo la fine di un tour o per una clientela altospendente, fortemente interessata al vicino campo da golf.

La sera ci vede allegri e danzanti presso uno dei maggiori punto di ritrovo della zona, il Beach Bar, classico locale da mare con accesso diretto alla spiaggia, che dista solo 5 mn dalla struttura che ci ospita.

Il giorno dopo decidiamo di addentrarci ancora di più nella realtà dell’isola e se ne organizza un bel giro..

Dapprima visitiamo un parco che ci mostra tutti i rappresentanti di ciascun animale/pianta endemica che qui vive, ed ecco lemuri, serpenti, coccodrilli, tartarughe; non apprezzo molto, soprattutto perchè la natura mi si mostra in cattività.

Proseguiamo per la capitale Helville, che ci rivela uno spaccato di reale vita quotidiana, spesso all’insegna della povertà e dell’estrema semplicità.

Come spesso succede in queste occasioni, veniamo conquistati dal mercato, dai suoi colori e soprattutto odori, alcuni credetemi davvero insopportabiili; è da sempre un valido biglietto da visita, è bello rapirne il fermento e il calore. Il prossimo step è il loro albero sacro, indossiamo sorte di sari coloratissimi, entriamo dentro, chissà che questa visita porti un po’ di fortuna a ciascuno di noi…

Il pomeriggio è interamente dedicato all localita’ di ANDILANA, famosa la spiaggia specie per la presenza di un vendutissimo villaggio italiano.

Avevamo grandi aspettative per il punto mare, ma ancora una volta vengono deluse… certamente puo’ considerarsi il miglior punto dell’isola, ma a mio avviso siamo lontani anni luce da ciò che oggettivamente possa essre considerato mare bello.

Per una vacanza low budget, visitiamo il piccolo Belvedere, pochissime e semplicissime camere, possibilità di mezza pensione, adatto ad una clientela priva di pretese.

La sera tutti insieme, dopo una breve camminata, al Mt Passot per godere del tramonto, su due dei più suggestivi laghi sacri dell’isola! Non può mancare un brindisi alla bellezza del momento, alla compagnia, a ciò che verrà.

Nei giorni seguenti continuano le site inspection, così importanti per il nostro lavoro di consulenza.

Ed ecco Vila Vahila, un contesto molto tipico, costituito da tre ville, dove sono state ricavate graziose camere in stile, che ti parlano di Africa, e di tutto ciò che questo magico continente sa promettere.

La gestione italiana è attenta e spesso personalizzata in base alle peculiari esigenze del cliente; il punto mare e la spiaggia sono identici a quelli dell’Eden Royal, infatti pochi mt dividono le due strutture.

Le visite proseguono, il Madiro è una struttura semplice e al contempo intima, mentre il Nosy Be hotel si presenta ai miei occhi come una struttura ricettiva dal look prettamente occidentale, con diverse tipologie di camere… piastrellate!... Che non incontrano il mio gusto: di fatto qui non vedo né sento Africa, ma un ambiente di stili diversi, spesso totalmente impersonali.
Il punto di forza è la spiaggia, molto bella e ampia, ma ancora una volta si affaccia su un mare incapace di rapirmi ed emozionarmi.
Il gran Bleau è una soluzione piccola, in un punto panoramico suggestivo, che però non proporrei a nessuno dei miei clienti, mentre “vince a pieni voti” il design romantico e molto curato del Vanila Hotel, che strappa a tutti noi agenti di viaggio, commenti a dir poco entusiastici.
L’ultima struttura ad essere visitata, è il Club Orangea, che cerca di portare avanti una filosofia di vacanza tutta incentrata sulla cura del corpo e dello spirito, della salvaguardia degli aspetti tipici del luogo; pur  mantenendo molto forte il carattere dell’italianità, non vuole sfociare nelle tipiche attività di animazione che tanto caratterizzano i villaggi. Un mix interessante, con le sue camere semplici ma dotate di ogni confort, immerse in un vero e proprio giardino botanico, che man mano degradano verso il mare: spiaggia amplia, lunga... notevole il fenomeno dell’alta e bassa marea che comunque fa parte della destinazione e dell'Oceano Indiano in genere.

Terminato il lungo iter delle visite, ci dedichiamo alle ultime due escursoni del viaggio.
Nosy Iranja, rappresenta un must per ogni Viaggiatore, l’isola meravigliosa dove depositano le uova le tartarughe… ecco Lei è il paradiso a cui ognuno di noi pensa quando si parla di isola esotica, sabbia bianchissima, accecante, forti e “vive” le diverse tonalità di azzurro. La sua lunga lingua di sabbia, che unisce le due isola Nosy Iranja piccola e Nosy Iranja grande, è un godere per gli occhi.

La giornata è stranamente soleggiata, lo considero un vero omaggio al mio desiderio di vedere finalmente uno dei posti più rappresentativi della destinazione, nella sua forma migliore.
Fa molto caldo, ma chi ben mi conosce, sa che questo aspetto per me non rappresenta un ostacolo alla mia voglia continua di esplorare: percorro la lingua di sabbia approfittando della bassa marea…che dire su 40 agenti di viaggio, le temerarie sono solo due, io e la cara Natascia, un gran peccato per gli assenti perchè la camminata vale il viaggio di 1 h 20 mn di traghetto, intrapreso per raggiungere l’isola.
Pace, silenzio, il canto di una natura che vuole farsi ascoltare, in tutta la sua straordinaria e selvaggia bellezza; l’ottimo pranzo consumato in compagnia, sarà certamente un episodio da ricordare come la breve passeggiata al faro, che ci regala una delle più suggestive immagini di questo viaggio.

Il tempo stringe, siamo ormai giunti all’ultimo giorno e anzichè concedermi del meritato riposo, come farebbero in tanti, le mie condizioni fisiche non sono ancora eccellenti, decido di dedicarmi all’ultma escursione.

In prima mattinata si parte per le tre isole.
NOSY KOMBA: sostiamo per ca 1 h e mezza, qui tante sono le foto alla popolazione locale.. la scuola, con i bambini bellissimi e sorridenti, scorci di una natura sempre rigogliosa, con i lemuri, questa volta in totale libertà; proseguiamo per NOSY TANIKELY, qui ci abbandoniamo quasi tutti ad un’attività di snorkeling, che ci permette di avvistare una manta una razza e due affamatissime tartarughe.
L’ultima mezz’ora di navigazione, che ci separa da NOSY SAKATYA, ci appare un’eternità, siamo davvero affamati. L’isola delle orchidee ci abbraccia con il suo infinito senso di pace, una sensazione al contempo strana e appagante.
Il pranzo è semplice e molto buono come la convivialità che dopo ormai una settimana insieme, regna fra tutti noi.
La sera rimanda al tempo dei saluti, dei ringraziamenti a tutto lo staff dell’Eden Royal Beach che ci ha ospitati, anche coccolati, facendoci sempre sentire a casa.

Volge al termine anche questa avventura...

Ho avuto modo di conoscere un’isola che mi ha sorpresa per il suo carattere ancora autentico, nonostante la costruzione dei diversi villaggi italian style, e non solo.
Prima di partire pensavo che fosse già tutto nelle mani di orde di turisti, desiderosi solo di qualche scatto da cartolina.
Ho trovato autenticità e ahimè anche quella parte di Africa povera di cui troppo spesso ci si dimentica...
Questa gente ha poco, direi quasi nulla, ma ti meraviglia sempre per dignità e gentilezza.

Il grande valore aggiunto di questa destinazione va ricercato nella sua natura straordinaria, nei suoi elementi endemici, animali come i lemuri, piante, fiori, uccelli, qui gli appassionati di birdwatching troveranno certamente la loro ottimale dimensione esplorativa, trekking avventurosi, come ad esempio sull’isola di LOKOBE, attende tutti coloro che sono desiderosi di scoprire un Africa diversa da quella che ammalia con safari da National Geographic e savane leggendarie...

Un’Africa che non ti entra subito dentro, ma che ti conquista giorno dopo giorno, anche e soprattutto per la sua Gente.

Un itinerario ottimale, sarebbe quello di addentrarsi ancora di più nel carattere selvaggio della destinazione, con un minitour o tour della durata di almeno una settimana sulla Terra Madre, ricchissima di parchi, per poi approdare ad un mare meraviglioso come quello delle isole MITSIO, o della stessa Nosy Iranja, oppure modulare, al solo scopo di contenere i costi, l’estensione mare tra Nosy Be presso l’Eden Royal Beach, e i constesti idilliaci di cui sopra.
Un viaggio che non deluderà nessuno.

Anche questa esperienza mi è stata di grande auto e arricchimento, non solo culturale ma anche e soprattutto personale.

Ricordarsi dei privilegi a cui ci siamo abituati, deve essere spunto di grande e continua riflessione

Destinazioni come il Madagascar, colonizzate e sfruttate, hanno sempre un messaggio prezioso da donare e non sempre è inerente alla natura strepitosa che esse rappresentano.

Qualche immagine mi ha turbata, penso che sulla gran Terre la situazione sia fortemente più compromessa, ma rimarrà indelebile: sono rientrata con il proposito di essere ancora più attenta e sensibile..

D’altronde ogni Viaggio apre la mente, ma ancora di più il nostro cuore...

Anna
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Autore: Anna di Bona

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