UNA " IMPROVVISATA" AL RIONE SANITA' DI NAPOLI

21 Gennaio

In occasione del Natale, regalo a Michy e Maty una giornata a Napoli.

Complici gli ottimi orari easy jet, il modico costo e il fatto che la città ben si presti a visite “mordi e fuggi” per l'ottima logistica dall’aeroporto al centro città,  entusiasti partiamo.

Napoli è la mia seconda casa, affondo una parte delle mie radici qui e tanti sono gli aspetti che capisco, anche controversi e contradittori, forse perchè un po' sono nel mio dna.

Ringrazio sempre, specialmente in questi tempi difficili, il senso dell’ironia e il fatalismo, il saper vivere alla giornata sempre con un sorriso e cmq pensando “si dai, domani sarà certamente un giorno migliore“.

Il focus questa volta è sul Rione sanità molto chiacchierato negli anni, per la sua altissima densità criminale.

Un tempo era il luogo della salubrità, caduto poi in decadenza a causa del Ponte della Sanità, costruito per collegare rapidamente il centro a Capodimonte; di fatto isolò il quartiere, abbandonandolo al suo destino di totale emarginazione e criminalità.

Ha fatto tanta strada difficile, ma ora vede una nuova luce.

Solitamente laddove c’è, ci sono Angeli, in questo caso sotto le sembianze di un parrocco, che diversi anni fa iniziò questo lungo processo di  “sanificazione” del quartiere e delle genti.

Si può girare serenamente, non avvertiamo alcun senso di timore, ansia; incontriamo anche persone disponibili a indicarci la strada per ragggiungere questo o quel luogo.

Qui le cose da fare sono tante...

Delusi dal fatto che il Cimitero, unico al mondo, delle Fontanelle sia ancora chiuso dal 2020, concentriamo la nostra attenzione sulle catacombe di San Gennaro e San Gaudioso: la guida Giuseppe è tanto esaustiva quanto simpatica e ironica; ci mostra con passione questo patrimonio del mondo antico rimasto nascosto per così tanto tempo, sovrastato da cartelle cliniche, letti ospedalieri, immondizia; la volontà il lavoro e la determinazione dell’intero quartiere riportano in vita un capolavoro che affonda le sue radici fin dal II secolo dc.

Passeggiare in questo luogo cosi lontano, in gallerie sotterranee che si snodano, rivelando tombe di ceti sociali cosi diversi e antiche pitture cristiane che ti sussurrano di storie mai dimenticate, è a nostro avviso un'Esperienza unica e meravigliosa.

Il culto dei morti fa parte di Napoli, della sua essenza più vera e partendo da questo concetto si possono capire davvero tante cose del modo di essere dei napoletani che hanno una identità cosi forte e direi quasi indisttruttibile, in un momento storico in cui si tende proprio a demolire culture e radici.

Questo è il quartire anche di Toto’, la sua casa è tra questi vicoli, lo ricordano targhe e un clima quasi surreale.

Incontriamo nel nostro eslorare, murales, alcuni vivaci e colorati, come quello di Toto’ e Peppino, altri piu introspettivi, come Luce oppure come quello che figura al fianco della Basilica di Santa Maria della Sanità che ritrae due ragazzini pieni di speranza, e anche quello raffigurato sul muro del centro di ospitalità la Tenda, che si può cogliere solo tramite lo scatto di una foto.

Trattasi di messaggi di speranza e resistenza.

Si continua con il museo di Jago, la sua opera rappresentativa qui, è il  Figlio Velato; è un artista che ha creduto e crede fortemente in questo quartiere e fautore del pensiero che arte e comunità qui si intreccino, dando vita a qualcosa di unico e straordinario.

Non mancano gli incontri speciali, un biologo emigrato negli Stati Uniti che ci racconta del suo amore per Napoli, per il suo rione e ci mostra in via Cristallini la “Basilica Blu”, un altro bellissimo progetto, questa volta dell’associazione la Sorte.

Una chiesa che volutamente rompe gli schemi, vuole essere la casa della Gente del posto, qui i suoi ritratti e un soffito decorato di “arte e  mestieri” , a ricordo che in queste strade si lavorava anche del buon artigianato.

Una ragazza giovane, dell’età di Matilde, ci racconta con entusiasmo non solo di questo progetto ma anche di come,

con anche la Comunità San Gennaro e la cooperativa La Paranza, si impegnino attivamente per ridare vita a luoghi dimenticati quali chiese, catacombe e palazzi antichi.

Tanti ragazzi, tramite il teatro, le lezioni di musica, le arrampicate realizzate anche grazie all’aiuto delle Fiamme gialle, hanno cambiato e cambieranno Vita.

Il quartiere Sanità ci regala emozioni intense: ci lasciamo trasportare in queste ore dalla convivenza dei contrasti, colori, arte, musica, storia rivendicano a gran voce il loro posto...

La vita e la morte coesistono nei secoli e cosi continuerà per sempre, ma un nuovo desiderio si è fatto strada: quello della rinascita, del cambiamento… è la vita stessa che si rinnova.

Chiudo questo mio articolo con il pensiero alla grande vasca battesimale, immersa nella luce soffusa delle Catacombe di San Gennaro: un vero e proprio tesoro nascosto che parla di riti e rinascite…

RINASCITA, un grande insegnamento, ce lo portiamo a casa con il cuore gonfio di gratitudine: si può e si deve…
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Autore: Anna di Bona

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