NAMIBIA: 29/11-11/12 THERE….WHERE THERE IS NOTHING…IS MORE…

1^ giorno

Per molti è una normale e soleggiata domenica autunnale, per me la partenza per una destinazione che con il passare degli anni è diventata una vera e propria icona del Viaggiatore: la Namibia.
Sono emozionata ma anche un po’ rattristatata: Matilde rivendica a gran voce la sua mamma, a causa dei recentissimi attentati di Parigi, che hanno creato tensione e tanta preoccupazione.
Cerco di farle capire con grande difficoltà che la vita va avanti e che il mio spirito di Viaggiatrice è totalmente incapace di piegarsi a qualsiasi forma di ricatto e sopruso.
Si parte alle 14.05 da Linate, via Francoforte, con il vettore CONDOR, una delle compagnie con cui con maggior comodità, uno anziche’ due scali, si raggiunge la destinazione WINDHOEK.
Atterriamo alle 07.55 e subito avvertiamo il decisivo cambio di temperatura, che cmq rimmarrà molto gradevole e secca per tutta la durata del viaggio, anche se qui oramai e’ sopraggiunta l’Estate.
Nella Capitale ci accoglie la nostra guida, italianissima, trasferitasi qui ormai quasi quarant’anni fa, di nome Paolo, che sara’ il nostro punto di riferimento sotto molteplici aspetti.
Il giro orientativo della città non ci entusiasma, Cape Town è lontana e qui subito intuiamo che sara’ il viaggio dei grandi paesaggi, non di certo delle affascinanti e ridenti località.
Per avere un primo contatto, ci rechiamo al Carnivore Centre ed effettuiamo il Carnivore Feeding Tour: nello specifico trattasi di un vero e proprio centro di recupero di animali, e qui leoni, leopardi , ghepardi “ fortunati”, ti danno il benvenuto a loro modo.
 

fine 1^ giorno

La prima giornata volge al termine, pernottiamo in un hotel dal look e dai servizi tipicamente internazionali, ma soprattutto si inizia a famigliarizzare con i compagni di viaggio.

2^ e 3^ giorno

I due gg successivi ci vedono impegnati, dapprima nel nostro primo safari, nella località di OTJIWARANGO, e qui l’Otjiwa lodge ci accoglie con il suo spirito british, curatissimo, con significativi elementi coloniali.
Ma il grande impatto è dato dall’avvistamento dei primi animali in piena libertà, gnu, orici, facoceri, spingbok, e soprattutto Rhino.
L’emozione è notevole, anche per i colori: arancioni, gialli, di una bellezza quasi struggente salutano questi Europei, non abituati a tonalità cosi’ intense…
Rientrati per la cena, non manca un momento di “piena natura”, appena fuori dalla sala da pranzo: un mamba nero che desidera ancora una volta ricordare a tutti noi che siamo in Africa e i suoi abitanti sono sempre vigili e presenti.

4^ giorno

Lasciata Otjiwarango, raggiungiamo uno dei Parchi più famosi d’Africa, il Parco Etosha: per molti un punto di arrivo, per me , nonostante la sua indiscutibile ricchezza e bellezza, un’autentica partenza: sento fortemente che questa Terra possa essere molto molto di più.
Soggiorniamo presso l’Etosha Safari Lodge, camere spaziose e confortevoli, ancora una volta ci viene servita un’ottima cena, e la terrazza che si affaccia sul bush, ci regala momenti e foto indimenticabili…
Effettuiamo il safari a bordo del nostro van, scelta azzeccatissima, considerata la gran polvere che si alza al nostro e all’altrui passaggio.
Giriamo per ore ininterrote alla ricerca di animali rappresentativi e degni di nota e grazie alla pazienza e caparbietà di Paolo, doti sempre vincenti, riusciamo ad intravedere con una certa vicinanza, anche un leone.
Ma posso ben sostenere che cio’ che rimarra’ piu’ impresso, saranno il paesaggio e il cielo del Parco Etosha, una tavola di colori , capace di variare quasi di minuto in minuto.

5^ giorno

Il deserto è alle porte del nostro itinerario e il giorno seguente arriviamo in uno dei lodge più suggestivi in termini di posizione: Khowarib.
Molto wild il suo concetto di opsitalità, non di certo per tutti, e forse queste due caratteristiche me lo fanno amare ancora di più.
Il bagno e la doccia totalmente open, la tenda piccola ma confortevole, il terrazzino sul fiume, la cena e il dopocena illuminati da un tappeto di stelle …
La località rappresenta uno dei punti più vicini e comodi per approfondire la conoscenza di una delle più importanti popolazioni della Namibia: gli Himba.
Visitiamo un villaggio, a cui portiamo generi di prima necessità, vi troviamo solo donne e bambini.
Ci accolgono con l’atteggiamento comune a chi è abituato a ricevere visite di turisti, ma anche a chi nutre una giusta e sana diffidenza.
Paola ci racconta che è abbastanza inevitabile e che se desiderassimo vivere un’esperienza più autentica, dovremmo dirigerci verso ETAMBURA, dove vive il  popolo fiero con organizzazione di eccellente società matriarcale .
Purtroppo è molto lontana e noi abbiamo ancora parecchia strada da percorrere.
Ci focalizziamo sulle donne, alcune bellissime e notiamo su tutto il loro corpo un impasto di polvere d’ocra, erbe e burro di capra che sono solite spalmare sulla pelle e intorno ai capelli intrecciati.
Il composto le protegge da scottature e punture di insetto, ma soprattutto, dona loro un bel colore rossastro, considerato molto sensuale.
Per mantenerlo si lavano poco, anche perché purtroppo da queste parti l'acqua scarseggia. Quando la strana fanghiglia si secca applicano un nuovo strato, rifacendosi il "trucco" anche 2 o 3 volte al giorno.
Molti Himba vivono comunque in città, assieme alla popolazione di etnia Herero, perdendo così gran parte delle loro tradizioni. Il turismo, anche se è arrivato solo in piccole dosi, ha già contribuito a creare questa situazione.
Impazziscono nel vedere cellulari, e sono felicissime di farsi fotografare con i loro bimbi, bellissimi e vivaci.

6^ giorno

Ma è tempo di andare: il Damaraland ci regala scorci incredibili, i nostri commenti sul van sono un susseguirsi di stupore misto ad euforia, autentica emozione.
Twifelfontein, Burnt Mountains, Organ Pipes, i luoghi di visita più rappresentativi della zona, il caldo fa la sua parte e la passeggiata verso le celeberrime pitture rupestri, antichissime, non è adatta a tutti e ancora una volta mi abbandono alla riflessione che anche  questo luogo  non debba  identificarsi in un punto di arrivo ma in uno spunto ulteriore, per immergersi in paesaggi ancora più forti e sconosciuti…
Pranziamo al Twifelfontein country lodge , in un contesto di grande impatto naturalistico , meraviglioso il paesaggio che si gode dalle aree comuni, le sistemazioni sono piccole e spartane, ma fortunatamente tutte in fase di ristrutturazione.
Per la cena e la notte ci attende un’oasi nel bel mezzo del Damaraland, ex campo Wildeness, con canneti e palme, ecco il Palmwag lodge: segnalo le tende dalla 25 alla 30, purtroppo che non difendono molto la privacy, e le interessanti attività dal game drive, ai walk tours, entrambi alla ricerca del rhino, di elefanti e dei leoni del deserto.
 

7^ giorno

Dopo il Damaraland, siamo quasi certi che la nostra fame di conoscenza sia stata debitamente appagata, ma ci dimentichiamo che questa Terra selvaggia ha ancora molto da offrire.
La Skeleton Coast ci svela un altro incredibile aspetto, grandissime dune di roccia si ergono e qui l’oceano Atlantico, arrabbiato, complice anche il vento e la temperatura quasi fredda, ci rammenta che qui è Lui che comanda, che detta le regole e chi non le rispetta, soccombe…
L'umidità è una peculiarità della zona, viene però portata nell'entroterra dal fenomeno delle nebbie costiere: la corrente fredda del Benguela che lambisce la costa, infatti, è di circa 8° più fredda delle acque continentali, e il contatto fra le rispettive masse d'aria provoca il condensarsi di nebbie costiere per quasi tutto l'anno.
La sosta a Cape Cross ci regala un ottimo pranzo e la vista di centinaia e centinaia di oatarie : il momento potrebbe anche essere da suggestiva cartolina, situazione National Geographic, peccato che il loro odore sia talmente nauseabondo da impedirmi di godere appieno dell’esperienza.

8^ giorno

Stiamo per raggiungere Swakopmund, citta’ di ca 35.000 abitanti che sorge sulla costa atlantica, in corrispondenza della foce a delta del fiume Swakop, da cui prende il nome , "Swakopmund", in tedesco, significa "foce dello Swakop". Circondata dal deserto del Namib e dall'oceano, ha un clima temperato, con temperature medie comprese fra 15 °C e 25 °C e meno di 15 mm di pioggia all'anno. Alla scarsità di precipitazioni supplisce la fredda corrente oceanica del Benguela, che trasporta nell'area umidità in forma di nebbie mattutine.
E’ una cittadina anonima, priva di attrazioni particolari ma che rappresenta la porta di ingresso per escursioni suggestive nella sua baia, con l’avvistamento di gabbiani pellicani fenicotteri e soprattutto per Sandwich Harbour, che consiglio davvero a tutti! Un’avventura UNICA, perche’ di questo davvero si tratta, in 4x4, con eccellenti guide, vivi l’emozione grandissima di immense dune desertiche tutte protese verso l’Oceano.
Un paesaggio mozzafiato, tanta adrenalina e divertimento puro!
Non può mancare l’escursione al MOONLAND SCAPE, un luogo incredibile, sembra di essere davvero sulla luna, penso che il momento ottimale per visitarlo sia al tramonto, posso solo immaginarne i colori, noi ci siamo recati in mattinata, tra l’altro qui sono visibili numerosi esemplari di Welwitschia Mirabilis, alcune hanno più di 2000 anni: trattasi di conifera diffusa nelle zone desertiche dell’Africa sud occidentale che si e’ perfettamente adattata al clima desertico.
Non puo’ mancare una foto ricordo a Rehoboth, appena al di sopra del tropico del Capricorno, un cartello segna questa linea latitudinale.
Dormiamo serenamente al The Dilight Swakopmund, look fresco e giovanile e ceniamo in maniera deliziosa.

9^ giorno

Siamo elettrizzati all’idea di ciò che ci aspetta, il Deserto del Namib, considerato uno dei deserti più antichi del mondo , occupa la parte costiera della Namibia occidentale, affacciata sull'Oceano Atlantico.
La strada per raggiungere la nostra sistemazione, il Namib Desert Lodge, ci regala già assaggi incredibili di quello che da li a poco, vivremo.
La sveglia suona prestissimo, desideriamo cogliere TUTTO di questa incredibile giornata: dapprima le "dune pietrificate" o "dune fossili" (Petrified Dunes) si trovano al di fuori del parco, circa 60 km prima dell'ingresso di Sesriem, sulla strada che congiunge Sesriem e la vicina località di Solitaire.
Si tratta di un sistema di dune molto antiche, la cui sabbia si è pietrificata nell'arco di milioni di anni. Rappresentano il punto di arrivo del ciclo evolutivo delle dune di Sossusvlei.
Nello specifico Sossusvlei è un pianoro di forma ellittica, coperto da una crosta di sabbia salina indurita e screpolata. Il pianoro è il fondo di un lago quasi sempre asciutto, ed è stato modellato attraverso i millenni dalle acque del fiume Tsauchab, ma di fatto da’ il nome ad un’intera area che si trova ca 60 km all’interno dopo i cancelli di ingresso al Parco, quello di Sesriem, uno dei pochi, perche’ per la maggior parte e’ direttamente accessibile o attraversato da strade statali!
Accediamo appunto da Sesriem, un piccolo centro dove si trovano gli uffici che rilasciano i biglietti d'ingresso al Namib-Naukluft National Park, lì si trova un distributore e un piccolo emporio che vende generi di prima necessità.
Viviamo i diversi momenti di tutta la zona di Sossusvlei, qui dominano dune altissime di sabbia dai colori intensi, compresi fra il rosa e l'arancione. Tale colorazione è dovuta alla composizione ferrosa della sabbia e alla sua ossidazione; le dune più antiche sono quelle dal colore rosso più intenso. La maggior parte supera i 200 m di altezza e ben comprendo il motivo per cui si classifichino fra le più alte del mondo, la più alta è la "Big Daddy", circa 380 m; ci fermiamo davanti alla Duna 45, chiamata così perché si trova al 45º km della strada che conduce da Sesriem a Sossusvlei, e’ tra le più piccole, ca 80 mt e pertanto qui tutti possono tentare l’impresa di “scalarla”
Io mi sento piccola in mezzo a tutto questo, inizio…
Qui credetemi nessuna parola, nessun aggettivo puo’ trasmetterti la bellezza del luogo, la sua potenza e incredibile energia: “scalare la duna 45” alle 5 del mattino e cogliere di tutto il contesto le sfumature, non ha prezzo, i cambiamenti di colore, man mano che il sole si fa sempre più strada, hanno del magico ….mi siedo sulla duna e penso alla forza  interiore che la natura sa donare, gratuitamente, senza chiederti nulla in cambio…
Ormai il sole è alto, fa parecchio caldo, ma l’umore è alle stelle, ci dirigiamo proprio a Soussusvlei,  proseguiremo poi per  Deadvlei
A  6 km prima di Sossusvlei la strada asfaltata termina nel "2x4 Parking"; è il limite oltre il quale le automobili a trazione non integrale (2x4) non possono procedere, perché il fondo stradale lascia il posto alla sabbia. Sossusvlei dista dal parcheggio altri 6 km; negli orari di apertura del parco è attivo un servizio di navette, che noi prendiamo.
Il percorso fra l’area di Sossusvlei e Deadvlei, la cui traduzione letterale significa pantano morto, e che si identifica in una depressione caratterizzata da un suolo di sabbia bianca, simile a Sossusvlei,
si può fare solo a piedi, camminando sulle dune. In passato Deadvlei era un'oasi di acacie; in seguito, il fiume che alimentava l'oasi mutò il proprio corso in seguito al movimento delle dune. A questa storia si deve l'elemento più caratteristico della localita’: un grande numero di alberi morti di acacia, che hanno assunto col tempo un colore molto scuro che contrasta col bianco accecante del suolo e l'arancione delle dune.
Il cuore è gonfio di gioia , stupore, e vorrebbe che questa incredibile giornata non finisse più, ma un’ultima attrazione della zona ci aspetta:  Il canyon di Sesriem, situato circa 4 km a sud della località, dove decidiamo di “calarci” per intraprendere una riposante passeggiata, e ci sembra quasi “normale e poco interessante”, rispetto alla bellezza vissuta fino a poco prima.
Stanchi e affamati arriviamo al Sossusvlei Lodge per il pranzo.
Ci dedichiamo alla visita delle aree comuni, delle camere e assaporiamo il pensiero di goderci un po’ di sana solitudine nel nostro prossimo alloggio, direi il meno caratteristico della zona, Le Mirage Desert Lodge & Spa, che comunque ci regalerà una caratteristica cena, degna di un Sultano!

10^ giorno

Il giorno seguente siamo pronti per affrontare l’ultima tappa del nostro incredibile viaggio: Mariental, e da qui The Kalahari Desert.
Soggiorniamo al Camelthorn Kalahari Lodge.
Ci dedichiamo a una lunga ora di Bushmen walk, in compagnia appunto di 5 Boscimani, rappresentanti di uno dei più antichi popoli di questa parte d’Africa, e sono principalmente cacciatori-raccoglitori.
Qui il paesaggio presenta piccole dune, rispetto a quelle appena lasciate, di sabbia rossa.
Viviamo il tramonto in assoluto più bello del nostro viaggio: non posso fare a meno di isolarmi su una piccola duna, mentre i compagni  di viaggio esaltano la sua bellezza con foto e commenti esaltanti.
NON NASCONDO DI VIVERE MOMENTI DI AUTENTICA COMMOZIONE, siamo alla fine del MIO VIAGGIO, e ho bisogno di portarmi dentro questo calore, questo colore, Casa è alle porte, e io devo tornare PIU’ RICCA…
 

Riflessioni

La Namibia mi ha dato tanto soprattutto in termini di natura: selvaggia, prepotente, unica.Mi ha accolto con le sue valide sistemazioni, dall’eccellente rapporto qualita’ prezzo, una buona cucina, che non mi ha mai deluso, qui anche coloro che volessero ottimizzare i budget, troverebbero soluzioni davvero valide e pulite, infatti la maggior parte dei lodges prevede aree anche destinate al camping con servizi ottimi, per noi impensabili, non abbiamo questo tipo di cultura… non dimentichiamoci che la dominazione europea, in particolare tedesca, ha lasciato forti segni, specie sotto l’aspetto organizzativo.
E’ un viaggio in crescendo, rappresenta l’AFRICA, come ognuno di noi la puo’ immaginare, anche se non ti innamori, ne rimani particolarmente colpito dalla popolazione, che spesso ho trovato “più triste” che in altre destinazioni africane.
Non so se questo sia dovuto alle diverse dominazioni, trattasi cmq di uno Stato molto giovane, in cui sempre pero’ si  respira un clima di grande tranquillità.
Non posso dire di avere trovato il grande charme sudafricano, la sua ristorazione, ma posso affermare di avere incontrato un Grande Paese, in cui si vive molto bene, in cui tu Uomo hai il grande privilegio di vivere a contatto con una natura quasi unica....
Le modalità di visita sono essenzialmente due: tour su base privata, di gruppo, accompagnati da guide eccellenti, che spesso valgono la meta’ del viaggio…o fly & drive, in quest’ultimo caso pero’ straconsiglio noleggi con auto importanti, pertanto 4x4 o 2x4 con navigatore satellitare che indichi anche i tracks , e perche’ no anche un bel telefono, sempre satellitare.
Ho avuto una grande chance e ringrazio infinitamente Fabiana titolare di CORAT , importante societa’ di rappresentanza di diversi tour operators e corrispondenti , perfetta padrona di casa, una viaggiatrice appassionata , una persona che vorresti avere al tuo fianco in ogni importante esperienza: nei suoi occhi leggi l’amore infinito per questa Terra, per il lavoro a cui si dedica, che considera quasi una missione, come in quelli di Paolo, che ha saputo rendere unico ogni momento, con la sua profonda conoscenza ma anche con la sua immancabile ironia.
E poi i compagni di viaggio: perfetti sconosciuti, diventati una parte importante della mia vita professionale e qualcuno, anche qualcosa di piu’…
Anche in questa occasione mi sono messa in gioco, con la mia personalità, a volte ingombrante lo ammetto, non tirandomi mai indietro, perchè ritengo che i VIAGGI siano fatti per lavorare anche su se’ stessi  ..
 
Grazie NAMIBIA per quello che hai saputo darmi, penso di averti colto in tutta la tua pienezza…
 
SEI UN’IMMENSA TAVOLA DI COLORI, IN OGNUNO HO RIVISTO TANTE ME STESSA…
 




Anna Di Bona
Consulente di viaggio, I Viaggi di Anna
 
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Autore: Anna di Bona

Mi presento, sono Anna e sono una consulente viaggio, che in ogni momento della giornata ti saprà dare assistenza e che curerà al meglio ogni dettaglio ...
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